La nostra Mission

Professionalità, Competenza, Fedeltà e Riservatezza

Lo studio legale Raimondo svolge attività di rappresentanza e consulenza legale, sia giudiziale che stragiudiziale, in diverse ramificazioni del diritto civile e penale, con particolare riguardo al diritto dei consumatori, tra cui il settore bancario, al diritto di famiglia e al diritto sportivo

Professionalità e Competenza: La soluzione su misura per ogni cliente

 L’ obiettivo è quello di offrire una prestazione professionale competente e personalizzata perché ogni problema necessita di uno studio approfondito che possa individuare la soluzione legale più idonea ed efficace per gli obiettivi del cliente e la tutela dei suoi diritti. A tal proposito, il Codice Deontologico Forense gli artt. 9 e 14 afferma che: 

“Art. 9 – 1. L’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della difesa, rispettando i principi della corretta e leale concorrenza.

2. L’avvocato, anche al di fuori dell’attività professionale, deve osservare i doveri di probità, dignità e decoro, nella salvaguardia della propria reputazione e della immagine della professione forense.

Art. 14 – Dovere di competenza L’avvocato, al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali, non deve accettare incarichi che non sia in grado di svolgere con adeguata competenza”

Fedeltà e riservatezza: la conoscenza di tutti i fatti come fondamento di ogni difesa

Per garantirti la miglior difesa possibile lo studio dovrà conoscere tutti gli aspetti del problema, infatti anche quelli che reputi meno importanti potrebbero rivelarsi decisivi! 

Il rapporto avvocato-cliente si basa sulla completa fiducia che deve intercorrere tra le due parti, pertanto è importante che nulla venga nascosto o sottovalutato. In riferimento a questo aspetto, ti ricordo che il tuo avvocato ha il dovere di mantenere il massimo riserbo sui fatti che apprenderà nel corso dell’attività di consulenza e rappresentanza sia giudiziale che stragiudiziale.

A tal proposito, il Codice Deontologico Forense agli artt. 10,11,12,13 afferma che:

“Art. 10 – Dovere di fedeltà L’avvocato deve adempiere fedelmente il mandato ricevuto, svolgendo la propria attività a tutela dell’interesse della parte assistita e nel rispetto del rilievo costituzionale e sociale della difesa.

Art. 11 – Rapporto di fiducia e accettazione dell’incarico 1. L’avvocato è libero di accettare l’incarico. 2. Il rapporto con il cliente e con la parte assistita è fondato sulla fiducia. 3. L’avvocato iscritto nell’elenco dei difensori d’ufficio, quando nominato, non può, senza giustificato motivo, rifiutarsi di prestare la propria attività o interromperla. 4. L’avvocato iscritto nell’elenco dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato può rifiutare la nomina o recedere dall’incarico conferito dal non abbiente solo per giustificati motivi.

Art. 12 – Dovere di diligenza L’avvocato deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale.

Art. 13 – Dovere di segretezza e riservatezza L’avvocato è tenuto, nell’interesse del cliente e della parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e al massimo riserbo su fatti e circostanze in qualsiasi modo apprese nell’attività di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonché nello svolgimento dell’attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e comunque per ragioni professionali.”